Manifesto

Manifesto

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Contenuto dell’Opera – Alessandro Vasapolli

La ricerca artistica dell’autore trae motivo dal triplice dualismo tra realtà/astrazione, oggettività/percezione, perfezione/caos. Considerando predominante la dicotomia tra realtà ed astrazione, la scelta non può che cadere sul mezzo fotografico, strumento per eccellenza e per tradizione più idoneo a ritrarre la realtà così come essa appare. Volendo sottolineare l’incapacità strutturale di poter rappresentare una realtà obiettiva, la sfida dell’artista consiste nel creare una fotografia pura, priva di rimaneggiamenti a posteriori, che induca a dubitare di ogni oggettività.

Due principi reggono il nostro ragionamento.
Il primo è l’impossibilità intrinseca nell’universo di raggiungere la perfezione nella sfera della concretezza fisica se non tramite un’astrazione mentale in colui che sperimenta la sua propria ed unica visione della realtà.
Il secondo è la diffidenza nei confronti dell’imparzialità della visione di ognuno in quanto mera interpretazione soggettiva di una realtà che non è dato sapere come sia.

Dovere dell’autore dunque non è farsi promotore di uno specifico messaggio bensì l’annullamento della propria opinione attraverso un’opera che, nella sua indeterminazione, sottolinei quanto la visione di ognuno sia effettivamente distorta dalle proprie esperienze e porti a libere riflessioni senza vincolo.

Per definire la perfezione di qualcosa è in primo luogo necessario individuare, tra gli elementi costituenti l’oggetto stesso, una proporzione che faccia da discrimine. Ci si pone come obiettivo una creazione nella quale, per quanto possibile, non siano proponibili parallelismi, così da costituire un’opera che cada in un baratro di irrisolutezza. Entra in gioco la fondamentale partecipazione dello spettatore nella definizione della sua propria realtà percettiva che, non è, ma potrebbe essere per lui, la realtà che gli si pone d’innanzi. Al contempo, grazie al processo di astrazione indotto dall’indefinitezza, la visione può auspicare alla perfezione astratta contrapponendosi apertamente all’imperfezione del reale.

Per ottenere tale risultato si rivela di essenziale importanza la tecnica. Sviluppata interamente in anni di ricerche e sperimentazioni, si muove attorno a due poli. L’elaborazione di un algoritmo fa si che le foto vengano generate direttamente all’interno di un mondo di colori unico ed astratto, consentendo cromie che sarebbero altrimenti irriproducibili. L’uso di filtri fisici, creati avvalendosi dei più svariati composti, fa trasformare la realtà attraverso iterazioni ottiche. Oltre a tali peculiarità tecniche, vi è un supporto scenico, realizzato direttamente dall’artista presente sul set: oggetti di propria produzione sono talvolta protagonisti mentre vaste tele dipinte fanno da ambientazione e sfondo.

La scelta dei grandi formati è determinata dal desiderio di evidenziare attraverso la dimensione quanto la realtà sovrasti e condizioni la nostra esistenza, sostenendo il processo di astrazione con una visione in cui perdersi al suo interno.

Fine auspicato è che l’immagine, anche dopo l’osservazione, rimanga presente e latente, così da amplificare il processo di rielaborazione. Più questo processo avrà luogo più la reminiscenza di quel che fu il reale disapparerà lasciando posto ad una sempre più personale ed unica visione della realtà.

 

Alessandro Vasapolli
Gennaio 2021